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Storia della cucina
ORIGINI DELLA CUCINA ITALIANA
La storia della cucina italiana nasce all’alba dell’ottavo secolo a.C. quando gli etruschi approdano in Toscana. La popolazione etrusca proviene dall’Asia minore e si caratterizza per la passione per il cibo e la tavola. Essi possono essere considerati i progenitori della cucina toscana prediligono zuppe di cereali e carne di cervo e cinghiale. Gli etruschi sono stati i primi a produrre olio d’oliva, inizialmente usato come prodotto cosmetico, e poi in cucina.
La cucina etrusca ha influenzato profondamente la cultura culinaria romana che inizia ad apprezzare i piaceri della tavola e del buon vino. Pare infatti che la classica divisione dei pasti in colazione pranzo e cena risalga proprio all’età repubblicana. La colazione (ientaculum) è a base di pane e vino con uova, formaggio e frutta; il pranzo (prandium) consiste in un pranzo leggero, freddo; infine la cena (coena) è più abbondante e prevede la presenza di pietanze calde.La cultura del cibo si diffonde rapidamente e raggiunge il suo apice in età imperiale: a questi anni risalgono le immagini che ritraggono persone adagiate su divani, assistite dagli schiavi, tavole riccamente imbandite con agnelli, capretti e animali di ogni specie, verdure condite con salse raffinate e vino a volontà.
La fine di tutto questo è segnata dalle invasioni barbariche che rappresentano un periodo oscuro anche per la tradizione culinaria e alimentare, fino al rifiorire dell’epoca tardo medievale.
La cucina del tardo medioevo è caratterizzata dalla sovrapposizione dei sapori, da un uso massiccio dello zucchero, delle spezie, delle uova e dal maggior uso della carne di maiale rispetto a quella di manzo, più difficile da conservare.
Vengono prodotti anche diversi tipi di burro e formaggi, alcuni vengono grigliati e insaporiti con zucchero e cannella, mentre altri sono fusi e spalmati su crostini di pane conditi con spezie.
Iniziano a diffondersi metodi di conservazione del cibo come congelamento, essiccazione, salatura e affumicazione.
In questo periodo si assiste a uno spopolamento delle città e la fioritura di piccoli centri rurali posizionati vicino a castelli. La separazione dei vari centri e la mancanza di comunicazione ha causato una differenziazione delle varie cucine che a sua volta ha determinato il proliferare di specialità e di piatti tipici che sono ancora oggi patrimonio delle nostre regioni.Negli anni successivi la cucina italiana diventa una vera e propria forma d’arte: le tavole sono imbandite con piatti tipici del medioevo e impreziositi dall’utilizzo delle spezie. L’Italia inizia a distinguersi dagli altri paesi per la propria cucina e per la sua cultura enogastronomica.
La strada del vino in Lombardia
Il territorio lombardo è una ricca composizione di realtà climatiche, fisiche e culturali differenti. Troviamo la nebbiosa Bassa Padana, le sconfinate distese di pioppi, mais nelle zone del pavese, cremonese e mantovano; le colline lodigiane con le sue fresche valli caratterizzate da casteli e ville a memoria di antichi feudi. La Lombardia gode di un territorio in cui montagna, collina e pianura sono distribuite proporzionalmente per un fiorente sviluppo agricolo. Inoltre: laghi e fiumi hanno favorito questa regione nella storia creando condizioni positive per lo sviluppo commerciale ed industriale. Le strade del vino rappresentano un invito ad incontrare la Lombardia della tavola, cultura, paesaggio. La Lombardia possiede un patrimonio variegato di bene gastronomici ed enologici, dai: salumi, formaggi, dolci, conserve. www.cittadelvino.com
Spaghetti alla carbonara origine
Sono varie le teorie riguardo l’origine degli spaghetti alla carbonara, eccone alcune:
1 – L’origine del piatto viene fatta risalire ai carbinai, persone che producevano il carbone della legna nei boschi.
2- Il piatto è stato inventato da un cuoco che faceva parte dei carbonari, il gruppo di rivoluzionari risalente all’epoca delle guerre di indipendenza contro l’Austria.
3- La teoria più originale sostiene che nel 1945 quando i soldati americani entrarono a Roma nelle trattorie chiedevano per pranzo uova, pancetta e spaghetti. I cuochi romani li servivano separati, mentre i soldati abituati a sapori forti mescolavano gli ingredienti dando vita agli spaghetti alla carbonara.
4- L’ultima tesi fa risalire l’origine del piatto al duca Buonvicino Ippolito Cavalcanti residente a Napoli, che nel suo libro “La cucina teorico pratica” ha pubblicato la ricetta.
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